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venerdì 13 gennaio 2012

Namastè






Namastè è una parola sanscrita il cui significato letterale è: m'inchino a te; formata dalla parola "namas" (salutare con reverenza) e dalla parola "ti" (a te). Oltre al significato puramente letterale, il saluto Namastè è legato ad un significato spirituale che molti traducono con: il divino che è in me saluta il divino che  in te.
Questo saluto frequentemente è seguito dal gesto d'unire le mani dinnanzi al cuore (che sarebbe un mudra, gesto simbolico per ottenere benefici sul piano fisico, energetico e spirituale), mentre s'inchina il capo verso la persona a cui si dirige il saluto. 
A me piace l'idea che in ogni persona, anche la più terribile e temibile, esista una energia sacra che vada riconosciuta e rispettata.

mercoledì 11 gennaio 2012

Ganesha


GANESHA - GANAPATI


La filosofia relativa al "chi vede" ed alla "cosa vista" è il grande messaggio di Ganapathi
Ga sta per Intelligenza (Buddhi), Na per Saggezza (Vijtlana), Pathi per Maestro. Ganapathi, pertanto, è il Maestro della Conoscenza, dell'Intelligenza e della Saggezza.
Egli è anche detto Lambodara, che significa "Guardiano della ricchezza". In questo caso, il termine lakshmi rappresenta ogni ricchezza e prosperità, non solo il denaro, per il quale esiste una diversa divinità, detta Dhanalakshmi, una delle otto Lakshmi. In questo caso, ricchezza significa gioia e beatitudine. A che serve avere tutto il resto se non si possiede gioia e beatitudine?
Il significato simbolico della testa di elefante tipica di Ganesha,  fa riferimento alla profonda intelligenza dell'elefante stesso; inoltre ha grandi orecchie che gli permettono di sentire ogni minimo rumore. L’elefante accetta lode e biasimo in modo equanime. Quando ode qualcosa di brutto muove il corpo in qua e in là e si scrolla di dosso le cose indesiderate, mentre trattiene quelle buone.

martedì 3 gennaio 2012

Divinità induiste

http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/Induismo/dei.html

Garuda




Nella mitologia indù, dio uccello, figlio del grande saggio Kasyapa e di sua moglie Vinata. Garuda ("il divoratore") nacque da una delle due uova deposte da Vinata, covata per un migliaio di anni (suo fratello, Aruna, l'alba risplendente, nacque quando l'impaziente Vinata ruppe l'altro uovo dopo soli cinquecento anni). Garuda compare in molti miti indù, soprattutto in due ruoli: quello di divoratore di serpenti e quello di cavalcatura del dio supremo e protettore del mondo, Vishnu. In termini simbolici, Garuda rappresenta l'ascesa dal piano materiale alla più elevata consapevolezza spirituale. I serpenti che cerca di distruggere (che sono, nel racconto mitico, i suoi stessi cugini) simboleggiano la consapevolezza spirituale in un contesto terreno. Nella credenza popolare, Garuda protegge dai serpenti e divora ogni cosa malvagia.