domenica 13 ottobre 2013

Umiltà

Per indole, per predisposizione caratteriale, per scelte...crescendo decidi come vivere.
Io, non so quando e nemmeno se consciamente deciso, fino ad ora ce l'ho sempre messa tutta per poter vivere con l'aleatoria convinzione di "comandare" la vita ma, per definizione degli eventi che creano la vita stessa, mi devo limitare a dire che se c'è anche solo un modo su mille per poter, non dico decidere ma almeno indirizzare i miei eventi...io lo cerco, lo scovo, lo faccio. Le sfide della vita quotidiana, le persone che frequento, gli stessi miei scontri interiori...tutto è battaglia... Salto, scalpito, punto i piedi, creo macerie per poi ricostruire,  impegno il massimo della mia mente pratica per sfruttare tutto ciò che so, tutto ciò che si può imparare, sfrutto esperienze raccontate da altre persone, brillo di luce d'altri eventi...insomma non mi arrendo mai, mi rifiuto di subire il quotidiano. Perchè, in fondo, questo è quello che sono, questo è il mio modo di vivere per me e rivolto anche alle persone che amo.
Vivo bene, con quello che voglio e come voglio, per molti risulto viziata ma se sapessero con quanta fatica ed ardore ho ottenuto gran parte di quello che ho....forse non dico che cambierebbero idea ma almeno tacerebbero. Presuntuosa...certo! Ne ho vinte tante grazie a nessuno, perchè non esserlo?
Ma vincere tante volte ti porta a dimenticare una cosa che invece è essenziale: l'umiltà.
L'umiltà di capire quando è ora di farsi da parte.
Ho corso, studiato, cercato, consultato, vagliato e sperimentato ogni alternativa valida che desse conforto a mia madre, con quell'ancestrale convinzione che la famiglia deve provvedere a far star bene, curare, accudire...lo ha fatto lei....per noi...e lo ha fatto bene...lo ha benissimo...ed ora che tocca a noi, tutto questo suo saper fare deve essere ricambiato. Ed allora: nuovamente a testa bassa, dobbiamo fare noi.
Ma, quando il tuo massimo non è più sufficiente, devi avere l'umiltà di prenderne coscienza e far fare a chi è più esperto di te, a chi potrà dare sollievo in più alla persona che ami. Riconoscere le proprie capacità dovrebbe conseguentemente portarti a conoscere anche i tuoi limiti...già...limiti...
E quell'umiltà servirà per capire che non è una sconfitta, non è un abbandono.
E' una tiepida vittoria ai miei limiti  e se mia madre starà meglio  alla casa protetta, sarà una gloriosa vittoria di una battaglia; a questo punto poco importa sapere che la battaglia appartiene ad una guerra che ha già il suo vincitore.

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