mercoledì 26 settembre 2012

Lettera al veterinario


Non sono una ex proprietaria di un cane che alla morte di questi gli dedica una poesia, o una preghiera che lo accompagni al paradiso dei cani. E non voglio esserlo nemmeno in questo caso; ma in questi ultimi giorni ho pensato spesso alla vostra professione, a quanto dobbiate andare oltre la conoscenza clinica, oltre la singola predisposizione a un tale mestiere. Dovete interpretare i silenzi degli animali traducendo le ansie dei loro proprietari, e non solo; c'è un momento in cui dovete anche farvi carico di quella spinta in più che viene a mancare al proprietario. Perché sapere di aver fatto tutto é  una cosa, saper agire di conseguenza è un'altra. Dovete anche avere il coraggio di stare davanti ad una persona che piange disperata, il buon gusto di guardare a terra e lasciarle il tempo necessario per capire quello che voi avete già  intuito. Questo è il ricordo che mi rimane del suo aiuto, e volevo che lo sapesse, perché forse lei ha capito quanto io amassi il mio cane, ma è giusto che sappia anche quanto io rispetti la sua professione e quello che lei ha fatto per me anche umanamente.

Con sincerità, quella che era la proprietaria di Greta.

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